venerdì 23 novembre 2012

Pseudoambient - Venus Transit


- english -






Sometime ago I made a little mobile electronic music composition for the past Venus Transit. An astronomical event that occurs twice a century... once in my (our) lifetime.
Images are courtesy of NASA. Audio is made with the Animoog app. This song is part of a little set I made of audio tracks composed and developed only with mobile phone apps. A kind of audio producing exercise.

venerdì 21 settembre 2012

Pseudoambient per il Teatro


- italiano -

Da qualche settimana ho iniziato una piacevole e proficua collaborazione con l'associazione teatrale Compagnia dell'Arpa, che da sempre propone pezzi teatrali di notevole spessore grazie all'approccio creativo, competente e appassionato dei suoi componenti.
Mi è stato proposto di musicare dal vivo uno dei loro ultimi lavori. FedraRandom. Clicca qui per i dettagli.
Il mio intervento consiste nel creare una colonna sonora, non tanto di sottofondo, quanto di supporto al testo. Interventi sonori a volte descrittivi, a volte enfatizzanti, a volte di accentuazioni e sottolineature.
Ne è venuto fuori un set musicale tra l'ambient e il noise che, a mio personale parere, si è incastonato egregiamente con l'ottimo lavoro teatrale, caratterizzandolo con dei colori sonori che richiamano sia al mito che all'introspezione. Sono molto soddisfatto di questa collaborazione.
Il 15 settembre abbiamo fatto la prima al "Villaggio Bizantino", una location archeologica incantevole nei pressi di Calascibetta. Sia io che gli altri siamo stati molto ispirati dal contesto e dalle particolari condizioni atmosferiche in cui si è svolto lo spettacolo. Gli spettatori hanno potuto partecipare in un'atmosfera sospesa quasi irreale.

Sopra il "Villaggio Bizantino" al tramonto, Calascibetta

Di seguito vi propongo il set completo della colonna sonora suonata dal vivo per FedraRandom il 15 settembre. Per chi è interessato, a breve pubblicherò la release scaricabile


mercoledì 19 settembre 2012

Parlando delle mie chitarre

- italiano -

Beh, non sono di certo un affermato professionista o una rock star per cui mi aspetto che di questo post non ve ne può fregare meno che meno. Ma... siccome lo spazio è mio, lo riempio come voglio. Indi...

Parliamo di chitarre (in questo caso, le mie)


Partiamo alla lontana? ok!

[chi vuole, salti pure questa digressione infantile]

La prima chitarra fu una Meazzi acustica, con durissime corde in acciaio e con un manico curvo come una banana, in dotazione alla mia famiglia da sempre, per quel che ricordo. Prima che scoprissi dov'era riposta e cominciassi ad abusare di lei, le chitarre me le costruivo di cartone, polisterolo o di non meglio precisato materiale ibrido, per giocare alla rockstar.
In questo periodo c'è un particolare che aggiustai in corsa e che senza rendermene conto ha condizionato successivamente il mio primo approccio con lo strumento: io sono mancino, si, praticamente faccio tutto con la mano sinistra, era naturale quindi che tenessi le mie chitarre giocattolo al contrario. Ma la cosa non mi quadrava perché, Hendrix, McCartney e pochi altri a parte, tutti la tenevano al contrario. Quindi, per spirito di imitazione cominciai a tenerla forzatamente dalla parte giusta. Quando poi cominciai a imparare lo strumento, nonostante fossi mancino, mi venne naturale continuare a imbracciarla come la suonano i destrorsi... chissà, magari ho sbagliato tutto e dovrei ricominciare da capo...

Sebbene riempia quasi una mano per contare le decadi che ci sono tra quel periodo e adesso, non mi sono passate per le mani molte chitarre. Direi che, facendo un paragone azzardato, sono stato abbastanza monogamo con lo strumento. Non mi è mai interessato avere un vasto harem... fino a qualche anno fa. Adesso invece, sarà l'età che avanza, la crisi del quarantenne o quello che vi pare, ma comincio a prenderci gusto nel possedere più di una signorina a sei corde... Ma la cosa curiosa è che per me una chitarra, una volta acquistata, non va rivenduta. Non so, si stabilisce una sorta di legame indissolubile tra me e lo strumento. Mai venduta o acquistata una chitarra di seconda mano, insomma.
È quindi con emozione e rammarico che vi parlo di una grande assente, ovvero di una chitarra che non ho più.

IL TRUCIOLO
Imitazione Fender Stratocaster
Mod. 62, anch se il manico era in acero (acero... sssi... magari...)
Colore: Tobacco sunburst
Regalata da mio padre nel giugno 1981, come premio per i miei "sforzi" scolastici... o, più probabilmente, per accontentarmi, una buona volta, dopo le mie lunghe insistenze.

Questa è l'unica fotografia che ho con il "truciolo". Chitarra decisamente scadente, lo capivo anche allora che avevo 12 anni e suonavo da poco. La chiamavo "il truciolo" per l'indubbia provenienza dei "materiali pregiati". Successivamente la verniciai selvaggiamente. La feci diventare nera, perché una chitarra alla Eric Clapton mi piaceva di più. Ricordo che non venne un gran lavoro, e tanto per non essere contento, aggiunsi alla mascherina, delle conchiglie che avevo raccolto su una spiaggia. Provate solo a immaginare il sublime risultato di dubbio gusto... Vabè, siate clementi...

[fine digressione infantile] 


LA SIGNORA
Squier Stratocaster JV Series
Mod. 57
Colore: Tobacco sunburst
Corpo: Alder
Manico: Acero
Tastiera; Acero
Num. di serie: JV 67694 (1983)
Regalata da mio padre a fine agosto 1985, per... perché mi voleva bene.  Allora, non immaginavo che questo strumento adesso diventasse un apprezzato e ricercato vintage.


Un teenager che prende una Stratocaster, in genere (negli ottanta nello specifico) fa questa scelta principalmente perché è un irrinunciabile simbolo del rock. Allora però c'era la barbara tendenza di fare un paio di modifiche alle Strato e che anch'io feci dopo circa un anno e mezzo dall'acquisto.
L'ho spedita al laboratorio di liuteria di Sergio Tomassone e ho fatto installare un tremolo Kahler Pro Standard e un pickup mini-humbucking al ponte (Seymour Duncan Hot Rails). Era un'operazione di sola andata perché per installare il nuovo ponte bisognava allargare l'alloggiamento originale. Anche se oggi volessi ritornare indietro e ripristinare il tutto con le parti originali che ancora ho, non lo posso fare senza lasciare visibili cicatrici. Pazienza... mi consolo col fatto che suona alla grande!
Ad ogni modo questa rimane la compagna testimone di ogni mia avventura musicale. La uso tutt'ora, anche se avrebbe bisogno di un bel "tagliando" dal liutaio.


LA REGINA
Paul Reed Smith
CE24
Colore: Yellow flame maple top
Corpo: Mogano
Manico: Mogano
Tastiera: Palissandro
Num. di serie: nnnnn (1996)
Regalata da mio padre a fine ottobre 1997, perché... mi voleva davvero, davvero bene! È stato il suo ultimo regalo... Dopo averla ordinata dal mio shop di fiducia (Liceum, a Caltanissetta) ho atteso (im)paziente per 10 mesi.


Sono sempre stato affascinato dalla versatilità e dalla gibsonianità (almeno in parte secondo me) delle PRS. Questa chitarra rompe gli schemi delle mie tipiche sonorità fino ad allora (fine anni novanta). Volevo questa rottura, e in genere avevo necessità, volevo altri strumenti. E siccome bado alla sostanza (forse...), quando decido di "aggiungere" una chitarra è perché cerco qualcosa di diverso da quello che conosco già, i "duplicati" non mi interessano. In quel periodo, il catalogo PRS era ancora semi artigianale, il distributore per l'Italia quasi latitava. Questa è un modello "bolt-on". Ho dovuto rinunciare a un modello "bolt-in" tipo Gibson e ai famosi "uccelli" in madre perla PRS perché, è inutile dire, allora i prezzi per queste chitarre erano alle stelle sigh... Però mi sono regalato il top in acero fiammato.





L'ARMA
Yamaha
Silent Guitar SLG110S

Corpo: Smontabile in Acero
Manico: Mogano
Tastiera: Palissandro
Num. di serie: nnnnn (2003)
Datemi del sentimentale, ma per me una chitarra deve in qualche modo ricordare un evento speciale, fosse anche un semplice compleanno. È il caso di questa "silent", comprata in occasione del mio compleanno nel 2003.

Non avevo una chitarra acustica da... anni e anni, quindi quale miglior modo di festeggiare un compleanno del ventunesimo secolo con una stranezza come questa. Di fatto ero totalmente disabituato non solo al suono, al modo di suonare ma anche allo spessore del corpo di una chitarra acustica. Non avevo grosse pretese e provando qua e la in negozio stavo per prendere una Yamaha della serie APX, quando il venditore e amico mi chiede: «la vuoi provare un'arma batteriologica?». E mi presenta questa cosa qua, la tira fuori da un fodero simile a quello di un fucile, me la monta davanti (lui sa, lui mi conosce!) e me la porge, io tra il perplesso e lo stupito la provo appena due minuti e sentenzio: «è mia, la prendo!». Aveva la suonabilità e la snellezza di una elettrica, la leggerezza di una piuma, il timbro mi piaceva pure, forse era proprio quello che stavo cercando. Il vantaggio di un concept di questo tipo, per una chitarra acustica, è che la puoi torturare come vuoi con ogni soluzione di effettistica e amplificazione e non ti darà mai problemi, e in questo senso è proprio l'acustica che fa per me. Si certo, lo so, devo però rinunziare alla grande componente del suono di un corpo con cassa armonica ma, sono contento così... sarà per un'altra chitarra...


LA BELLA
Ibanez
Custom Artcore AF105-F
Colore: Cream White
Corpo: Acero fiammato
Manico: Mogano/Bubinga
Tastiera: Palissandro
Num. di serie: nnnnn (2009)
Questa chitarra è un regalo di mia moglie (e quindi particolarmente a me caro). Pur non facendo jazz, avevo manifestato il "capriccio" di una semiacustica. Lei allora ha detto:  «oooook, vai a sceglierla che te la regalo!».


Anche questa chitarra è frutto di consigli in negozio. Hanno capito che sebbene non mi interessasse il top cercavo qualcosa di particolare, abbiamo scartato Epiphone, Gretsch Electromatic (deludenti nelle finiture) e siamo approdati a questo modello Custom di Ibanez. Non sono un maniaco di liuteria, ma trovo che questa chitarra sia esteticamente notevole, e costruita sapientemente. Ben definita ed estrema, se posso azzardare, nel concetto di semiacustica, un solo pick-up al manico e semplici controlli di tono e volume. Vai col jazzzzzz! Direte voi: «e che ci devi fare tu, allora?». Beh, jazz no di sicuro, ma ho tirato felicemente fuori timbriche che ho usato in contesti ambient livelooping, pop, blues, triphop, dark wave e persino punk! Tirar fuori anime nascoste da strumenti che sembrano dirti tutta'altro è il genere di sfida che affronto volentieri. Grazie per il regalo, tesoro mio!





LA BESTIA
Fender
Telecaster Standard MN
Colore: Apple Red
Corpo: Alder
Manico: Acero
Tastiera: Acero
Num. di serie: nnnnn (2010)
Continuando la serie di "ogni occasione è buona per regalarti una chitarra". Questa è il mio personale regalo di compleanno del 2010.


Telecaster, punto. Per ogni uso consentito dal Rock and roll e commi successivi. Ho fatto irruzione nel solito shop e ho urlato: «Telecaster! Buona ma non troppo!". «Ti piace il Messico?» - fanno loro, «Andale, andale, arriba, arriba! Che colore è?» - faccio io, «Un bel rosso, col battipenna bianco» - fanno loro,  «Me gusta!» - concludo io. Giorni dopo ho solo cambiato il battipenna con un tipo madreperlato un po' più osé e... via con il Rock and Roll!




(Beh, il dialogo non è andato esattamente così ma rende l'idea... colgo l'occasione per salutare lo staff di Liceum, Marcello e Paolo, sempre molto disponibili, amichevoli ma soprattutto competenti appassionati dello strumento)


E' tutto, per adesso non c'è altro... ma chissà... un giorno... questo post potrebbe essere aggiornato...

lunedì 16 aprile 2012

Looper's Delight 11-11-11 Project

- english -

I've been always attracted by "concept compilations". So it has been a pleasure for me to be part of a compilation made by loopers celebrating and remembering the past date 11-11-11.

The initial proposal by Rick Walker posted in the Looper's Delight forum was:

Everyone on this list who feels like it, sets up their live looping rig somewhere and on Friday, November 11th at either 11:11 a.m. or 11:11 p.m.
they commence to play and record a live looping piece of music that last exactly 11 minutes long. Put an alarm clock up in front of you while you play.
This will be an 11 minute piece of music on 11/11/11 at 11/11 a.m. or 11/11 p.m., wherever one lives.

Sincerely I don't know if an event like this took place or not, but recently, Michael Peters collected the contributions of some artists of the Looper's delight community. Eachone recorded a track about 11 minutes long. The result is an interesting collection of sounds and visions around the livelooping world.

You can listen to it now, clicking the play button here



Or you can download this compilation for free clicking on the following record image


venerdì 9 dicembre 2011

La "filosofia" del Livelooping secondo Matthias Grob

- italiano -

Quella che segue è la traduzione in italiano di un documento condiviso sul gruppo Looper's Delight di Facebook, da chi, con il suo genio inventivo, ha contribuito alla nascita e alla diffusione del concetto di livelooping nel mondo. Matthias Grob, oltre che un musicista creativo, è l'inventore del software di uno dei più famosi loop device, L'Ecoplex Digital Pro+. Clicca qui, per saperne di più.


« L'EQUILIBRIO TRA IL VECCHIO E IL NUOVO »

«Nella vita tutto si trasforma dal vecchio al nuovo

Vecchio:
provato, continuazione di ciò che funziona, successo che si ripete, credere in ciò che è stato.

Nuovo:
curiosità, desiderio di potenziarsi, variare, estendere i limiti, distruggere.

Ciò che non si ripete, alla fine viene considerato marcio e dimenticato e non più percepito come vecchio.
Le ripetizioni accadono nella realtà o anche nella memoria. Il Nuovo di solito si manifesta come idea, sogno, fantasia, progetto.
Tutto ciò che è reale è un mix di Vecchio e Nuovo: niente si ripete esattamente e ciò che è Nuovo contiene del Vecchio.
Un felice e prospero stile di vita in evoluzione dipende molto dall'equilibrio tra Vecchio e Nuovo. Allo stesso modo, la musica interessante e facile da ascoltare è equilibrata tra la ripetizione e la variazione.

Il Vecchio e il Nuovo ci aiutano a capire parecchi aspetti riguardo al looping: a una prima analisi, ciò che suoniamo è Nuovo, ciò che viene ripetuto da un loop è Vecchio.
La questione però è più complessa, perché ciò che suoniamo può contenere "vecchie" idee (composizioni, etc.) e ciò che viene registrato nel loop può essere cambiato mentre viene eseguito!

Queste sono alcune basilari opzioni che permettono di cambiare (o far evolvere) i loops quando si suona.
• Si può aggiungere un nuovo "livello", registrando ciò che viene suonato;
• si possono aggiungere parti di ciò che viene suonato, per esempio montare il loop suonando singole note per volta;
• sostituire parti del loop con nuovo materiale.

Questi interventi sul loop possono essere effettuati anche senza suonare.
• Mixare diversi loops;
• cambiare la lunghezza del loop, cambiando di solito il suo ritmo;
• sfumare il contenuto del loop per far spazio al volume della registrazione di nuovi livelli;
• eseguire in revers parte di un livello, tutto un livello o tutti i livelli esistenti;
• cambiare intonazione, tempo, velocità di uno o più livelli;
• aggiungere effetti come filtri, pan, etc.».

Matthias Grob


L'approccio esistenziale e gli esempi pratici, citati dopo, da applicare mentre si fa del livelooping, sono cruciali per comprendere che suonare utilizzando loops non significa usare uno dei tanti "effetti" a nostra disposizione, ma piuttosto un modo di suonare, oserei dire, per citare ciò che ogni tanto leggo nella community, un modo di vivere!
Solo cambiando questa prospettiva di approccio si reterrà che suonare con un looper non sia monotono o ripetitivo, considerazione che mi capita spesso di sentire da chi si accosta per le prime volte al looping.
Comprare un loop device, solo perché in questo momento va di moda, non fa di noi un looper, anzi, dopo i primi approcci troveremo la cosa semplicemente curiosa o carina, ma niente di più. Finiremo col non sfruttare e dimenticare questa funzione. Rivenderemo il looper già dopo qualche mese, sentenziando che abbiamo buttato via i nostri soldi!

C'è un ultima cosa da considerare.. beh, non è detto che poi fare livelooping vi piaccia :-)

sabato 15 ottobre 2011

Remembering Y2KX International Livelooping Festival (Part 2)

- english -

This is the "Remembering Y2KX International Livelooping Festival (Part 2)" post.
Just as explained in Part 1, I'm here to remember my experience.

One year ago today (october 15) I performed in the main festival together with Jeff Duke.
We had two slots where we could perform both as solo and together featuring our 6000 miles wide ambient guitar duo known as USIT.

These are the video footage of that special night

Pseudo live @ Y2KX, Pearl Alley Studio, CA



Pseudo and USIT live @ Y2KX, Pearl Alley Studio, CA



USIT and Jeff Duke live @ Y2KX, Pearl Alley Studio, CA

giovedì 13 ottobre 2011

Remembering Y2KX International Livelooping Festival (Part 1)

- english -

These days (october 12-17, 2011) are the days of the annual Y2KX+1 International Livelooping Festival. Many artists from many countries in the world join together to share music and visions about a unique and extremely creative way to make music with loop devices of any kind, all down in Santa Cruz and San Jose, kindly hosted by Rick and Bill Walker and all their friends.
A wonderful community in which, I understood, that "livelooping" is almost a "way of life".
Last year I was a performer, and it was one of the most beautiful experience in my life. This year... I'm at home... Hope to make it in a future edition somehow.
Anyway here is my contribution to remember those days.

One year ago today (october 13, 2010) I played at Anno Domini Gallery in San Jose. Here is my set of that night in three parts, enjoy:

Pseudo @ Anno Domini Gallery, San Jose, CA (Part 1)


Pseudo @ Anno Domini Gallery, San Jose, CA (Part 2)


Pseudo @ Anno Domini Gallery, San Jose, CA (Part 3)